Lucas Ossendrijver

Direttore artistico delle collezioni Uomo
Lucas Ossendrijver

Amo i capi che vivono. Che invecchiano con dignità ed eleganza. Un abito è fatto per essere utile, per accompagnare colui che lo indossa. Dovrebbe enfatizzarne la personalità, non sopraffarla. Il più grande errore di stile è l’uniformità.

 

Lucas Ossendrijver

Night and Day, il titolo del libro fotografico di David Armstrong a cui dichiara di affidarsi da anni come compagno di immagini e ispirazioni, potrebbe essere il motto delle sue collezioni Lanvin. Fedele al suo zaino e alla sua bicicletta – uno dei suoi primi acquisti parigini – Lucas Ossendrijver è un esteta pragmatico, un sognatore costruttore, che traccia con maestria le sue linee di stile e di vita: partire dalla realtà per andare oltre.

 

Se da un lato disegna poco, dall’altro sa cucire e tagliare e si definisce innanzitutto come un tecnico, da sempre fedele all’idea delle proporzioni e della vestibilità.

Lucas Ossendrijver
Lucas Ossendrijver

Nato il 31 gennaio 1970 sotto il segno dell’acquario, Lucas Ossendrijver cresce vicino a Utrecht, nella campagna olandese, in mezzo ad “alberi, cavalli, cervi…”.

 

Il padre è proprietario di un’impresa edile: “Lo accompagnavo spesso nelle segherie, sui cantieri. Fin da piccolo mi piaceva assemblare oggetti di legno.”

Ma è all’età di 17 anni che si rende conto che il suo futuro non è in mezzo alla natura bensì “altrove”. Alla scuola di Belle Arti di Arnhem, lui che non ha mai letto una rivista di moda, impara quest’ultima attraverso un mestiere. “Il savoir-faire”.

 

Nel 1993 la collezione realizzata per la tesi di laurea è tutta in popeline nero, con un peso diverso per ogni capo. “Un esercizio di stile costruito attorno a una restrizione”.

Lucas Ossendrijver

Questo tipo di apprendimento, concettuale e al contempo pragmatico, sarà decisivo per l’uomo che oggi dichiara: “Ho bisogno di appropriarmi delle cose per farle evolvere”.

 

Imparare, ancora e sempre. Lucas Ossendrijver annovera tra i suoi maestri Jil Sander, Helmut Lang, Rei Kawakubo, aggiungendo all’austerità apparente delle linee una sensualità legata al tatto, con dettagli di fattura che non tradiscono mai la tradizione, ma anzi la sublimano con raffinatezza.

 

Da Kenzo e Kostas Murkudis a Dior Homme, dove lavora per tre anni e mezzo a fianco di Hedi Slimane, Lucas Ossendrijver attraversa universi molto diversi fino al suo arrivo alla Maison Lanvin, nel 2005.

Lucas Ossendrijver
Lucas Ossendrijver

Nel 2016 la sua passione, ancora indefettibile, è alimentata delle ricerche sui materiali, le forme, i dettagli, e del lavoro di direttore d’orchestra, che supervisiona una decina di collaboratori per creare, a ogni stagione, 150-200 modelli per collezione.

 

Alla Maison, nel suo ufficio che gode di una vista spettacolare sui tetti blu-grigi di Parigi, prendono vita i modelli della collezione “work in progress”, come promesse in divenire. “Tutto deriva dalla funzione. La difficoltà sta nel tradurre le idee in uno stile urbano, per poi lasciare che vengano cancellati i riferimenti, altrimenti si sfocia nella trovata, nell’aneddoto, ovvero in tutto ciò che detesto”.

Una collezione nasce da un sentimento, da un’idea, da una reazione a un’idea precedente. Imparare e controllare, ecco le mie due ossessioni: odio quando la materia mi sfugge. Mi piace riuscire a controllare una silhouette senza che s’irrigidisca troppo.

Lucas Ossendrijver
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